È il riconoscimento a una storia che ha scritto la colonna sonora del Paese: Mogol riceve oggi il Premio alla Carriera alla 76ª edizione del Festival di Sanremo.

Autore di alcune tra le pagine più alte della canzone d’autore italiana, Mogol ha saputo trasformare sentimenti ed emozioni collettive in versi senza tempo, contribuendo in modo determinante alla costruzione dell’immaginario musicale del nostro Paese. La sua firma è legata a brani che hanno attraversato generazioni, diventando patrimonio condiviso della cultura italiana.

Storico e indissolubile il sodalizio con Lucio Battisti, con cui ha dato vita a capolavori come “Il mio canto libero”, “La canzone del sole” ed “Emozioni”: canzoni entrate nella storia, capaci ancora oggi di parlare al cuore di pubblici diversi, rinnovando nel tempo la propria forza espressiva.

Sul palco del Teatro Ariston, proprio nell’anno del suo novantesimo compleanno (il prossimo 17 agosto), l’autore milanese riceve un riconoscimento che celebra una carriera straordinaria. Il suo palmarès al Festival conta quattro vittorie: nel 1961 con “Al di là” di Betty Curtis; nel 1963 con “Uno per tutte” di Tony Renis; nel 1965 con “Se piangi, se ridi” di Bobby Solo; e nel 1991 con “Se stiamo insieme” di Riccardo Cocciante.

Oltre alla collaborazione con Battisti, Mogol ha firmato testi per grandi interpreti della musica italiana, tra cui Mina, Adriano Celentano e Gianni Morandi, confermandosi autore capace di attraversare epoche e stili con rara sensibilità.

Ma la sua eredità non si esaurisce nell’arte. Socio fondatore della Nazionale Italiana Cantanti, nata nei primi anni ’80 con finalità solidali, Mogol ha affiancato all’impegno culturale una concreta dedizione al sociale, guidando la squadra anche come giocatore-allenatore e contribuendo a numerose iniziative benefiche.

Il Premio alla Carriera rende omaggio non solo a un paroliere straordinario, ma a un protagonista assoluto della storia della musica italiana, capace di lasciare un segno profondo nella memoria collettiva del Paese.