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Nazionale Italiana Cantanti

NIC -  esordi

foto1La Nazionale Cantanti muove i primi passi nel 1981 seguendo un intuizione del famoso autore di testi delle più belle canzoni italiane dell'epoca, Mogol, al secolo Giulio Rapetti.

Prima di quest'atto ufficiale vi erano già state episodiche esperienze di incontri di calcio tra cantanti, attori, famosissimi ex-calciatori e personaggi dello sport e dello spettacolo in genere. Ricordiamo tra le altre: 1977, Milano (Arena) Cantanti-Attori 4-2; 1978, Bergamo (Stadio Comunale) Cantanti-Ciclisti 5-3; 1979, Bologna (Stadio Comunale) Vecchie Glorie-Artisti 6-4; 1980, Milano (Stadio Capelli) Cantanti-Disk-Jockeys 2-2.

La numerosa e significativa partecipazione del pubblico convinse Mogol che questo era il vero calcio spettacolo, ossia una miscela tra calcio amatoriale, praticato comunque col massimo agonismo, e spettacolo offerto, oltre ad un'indiscussa popolarità dei suoi protagonisti.

Ma come dare continuità ad un'iniziativa fino ad allora così sporadica?

Mogol decise, allora, di creare una vera e propria equipe di managers e tecnici preposti all'attività della nascitura Nazionale Cantanti, di calcio. Una squadra, in pratica, c'era già. Vecchioni (che poi abbandonerà la scena sportiva) e Mengoli tra i pali, Oscar Prudente, Popi Fabrizio, Sandro Giacobbe e Mario Lavezzi dietro, in difesa; Gianni Bella, Daiano, Andrea Mingardi e Gianni Morandi a centrocampo; Mogol e Soffici all'attacco.

foto2Non fu un problema nemmeno la panchina sulla quale, di volta in volta, si avvicendavano grandi artisti, tra cui Battisti e Venditti, e giovani meno conosciuti, ma non per questo meno importanti nell'economia della squadra, quali Cheope, Alfredo dell'Italian Sound ed Enrico Nascimbeni.

Fu così che Gainluca Pecchini, prima, e Gianmarco Mazzi, qualche tempo dopo (entrambi diplomati dirigenti di società di calcio al Centro Tecnico Federale di Coverciano), si misero all'opera per concretizzare in realtà il progetto di Mogol, riconosciuto ormai da tutti capitano della Nazionale.

Si allargò la rosa grazie alle entusiastiche adesioni di Zucchero Fornaciari, secondo portiere, di Maurizio Fabrizio e Riccardo Fogli, coriacei difensori, di Pupo e Pino D'Angiò al centrocampo e di Lucariello e Umberto Tozzi (attualmente capo-cannoniere), fantasiosi e imprevedibili in area avversaria.

Vennero organizzate sfide con ciclisti, d.j. e animatori delle più ascoltate radio italiane e non, o con grandi calciatori di un recente passato. Non si trascurarono partite contro formazioni locali, che rappresentavano aspetti molto importanti della vita sociale di una comunità e quindi in grado di provocare e calamitare un cero interesse di pubblico. Si "incrociarono i bulloni" con medici, avvocati, vigili, guardie di finanza, forze armate, infermieri e tanti altri. Si assunsero medici, massaggiatori, magazzinieri, preparatori atletici e direttori tecnici.

Ed è così che si è venuta a delineare una fisionomia ben definita ed oggi si può dire che tutto funziona come in una vera società di calcio; l'unica differenza sta nelle finalità.

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